Curiosita'

La storia del sake è piena di aneddoti affascinanti e di curiosità. Vi lascio qui alcuni dei miei preferiti.

Sake o Nihonshu?

Prima di tutto parliamo del nome di questa deliziosa bevanda. All'estero è spesso chiamato sake, ma non in Giappone.

In giapponese infatti la parola sake significa alcol o bevanda alcolica ed il modo più preciso di identificarlo è Nihonshu, che vuol dire bevanda alcolica giapponese.  

L'ingrediente segreto

Secoli fa, quando la maggior parte del sake era prodotta ta templi shinto e busshisti, veniva usato un ingrediente molto particolare per attivare la fermentazione: la saliva umana. Si avete letto bene. Giovani fanciulle venivano utilizzate per masticare i chicchi di riso che poi venivano fatti fermentare per produrre il sake. Anche se a noi oggigiorno suona strano, all'epoca era considerato un grande onore essere scelte per questa attività. Il sake infatti era principalmente usato duranti riti e cerimonie religiose ed offerto come dono agli dei. 

All'epoca avevano scoperto che, masticando il riso, i chicchi diventavano più dolci ed aiutavano la fermentazione. Per fortuna successivamente si è scoperta la muffa koji che oggigiorno viene utilizzata per il processo di saccarificazione. Non temete, nessun sake viene più prodotto con la saliva e potete berlo tranquillamente!

Nigori: una tradizione moderna

Negli ultimi anni il sake di tipo nigori o lattiginoso sta diventando sempre più popolare. 

Durante la produzione, dopo la fermentazione, il sake viene pressato e la parte liquida viene divisa dalla pasta di riso che non si è dissolta durante la fermentazione. Per fare il nigori, il composto viene pressato con un filtro a maglie larghe oppure viene pressato con il metodo classico e successivamente parte della pasta di riso viene messa in bottiglia. 

Ultimamente il nigori è sempre più apprezzato grazie alla sua particolare consistenza che lo rende perfetto per creare cocktail. La curiosità sta nel fatto che in passato tutto il sake era nigori. Infatti il sake era pressato in maniera meno precisa o non pressato del tutto ed era normale che fosse lattiginoso. E' buffo vedere come a volte la storia si ripeta.

La verità sul sake caldo

Il sake caldo ha una brutta reputazione, soprattutto all'estero. Si pensa infatti che venga scaldato per nasconderne la bassa qualità. In Giappone la pratica di consumare i pasti caldi arriva dalla Cina. In passato mantenersi caldi era essenziale ed era logico che i pasti ed anche il sake venissero consumati caldi, soprattutto durante i lunghi inverni.

Oggigiorno il sake viene scaldato per adattarsi alla stagione (il sake caldo d'inverno è confortante), per abbinarlo con una particolare pietanza o viene consumato alla fine di una pasto come digestivo.